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HAMMAM
Sono i nuovi suk del presente avanzato, le nuove modalità dell’uomo contemporaneo di relazionarsi con i propri intorni merceologici, modalità trasversali di relazione, come direbbe Joseph Pine.
Certo è che la considerazione primaria “un grande hammam attorno al quale vendere anche prodotti ceramici” ha retto. Una ricerca di intimità sensoriale da contrapporre alla durezza del prodotto, una modalità per avvicinare l’utente finale con frequenzialità altre, un nuovo modo di incontro fra brand e propria utenza.
Certo è che le mutate condizioni socio-economiche, la necessità di nuove relazioni con un mercato sempre più attrezzato culturalmente, il dover far migrare il prodotto ceramico in mondi in cui, stile di vita, funzionalità e prezzo si incrociano hanno spinto a scelte che hanno privilegiato il mutare relazionale fra merce e intorno architettonico.
Certo è che il lavoro su nuove modalità espositive del prodotto ceramico (un quadro all'interno di un sistema di icone dell’abitare) predisposto per cambi frequenti del prodotto e la ricerca di equilibri compositivi confacenti a ridefinire (anche in spazi ristretti) nuovi racconti sulla piastrella hanno portato ad individuare modalità costruttive delle ambientazioni più leggere e dinamiche.
Certo è che la tecnologia ci ha aiutato e ci potrà aiutare ancor di più attraverso la costruzione di involucri all’interno dei quali la presentazione del prodotto attraverso la proiezione si sostituisce al prodotto medesimo, inventando a questo punto con pura magia micro showroom (10/12 mq) all’interno dei quali tutta la collezione Marazzi potrà essere visionata e, perché no, portata via con un semplice clic. Ovviamente via internet.
Maurizio Navone
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